L’Associazione Italiana Giovani Avvocati esprime il più fermo disappunto per la mancata approvazione, in sede di conversione del cd. Decreto Milleproroghe 2026 (D.L. n 200/2025), dei due emendamenti concernenti la proroga delle modalità attualmente vigenti per l’esame di abilitazione alla professione forense e per l’iscrizione all’albo dei cassazionisti.
Si tratta di una scelta miope, che ignora le legittime aspettative di migliaia di praticanti avvocati e professionisti, alimentando il disorientamento in un settore già profondamente provato da anni di interventi normativi frammentari ed incoerenti.
La decisione di non prorogare le modalità con cui si è svolto negli ultimi anni l’esame di Stato determina l’ennesimo stravolgimento del percorso di accesso alla professione, caratterizzato dall’ormai consueta incertezza sulle modalità operative della prossima prova, che rischia solo di danneggiare la professione ed i più giovani che auspicano di accedervi.
Questa scelta politica irragionevole danneggia tutti i praticanti che hanno già preparato la prova d’esame facendo legittimo affidamento sulla prosecuzione della modalità con cui si è svolta negli ultimi anni.
Non meno grave è la bocciatura dell’emendamento relativo all’abilitazione all’esercizio avanti alle giurisdizioni superiori, anch’esso fortemente invocato da AIGA, per evitare un incomprensibile passo indietro rispetto a una proroga della normativa ormai consolidata nel tempo.
Nelle ultime settimane, AIGA ha compulsato ogni canale istituzionale affinché le legittime aspettative dei colleghi praticanti e avvocati godessero della medesima tutela avuta negli ultimi anni e, sino all’ultimo, ha confidato nel buon senso del decisore politico, incontrando l’inspiegabile diniego governativo.
In attesa di ottenere risposte, desideriamo ringraziare le forze politiche che hanno presentato i nostri emendamenti in commissione, attestando la propria sensibilità verso la giovane avvocatura italiana.
AIGA, a questo punto, auspica un intervento normativo che restituisca chiarezza e rispetto per i principi di affidamento e che individui in maniera certa e tempestiva le modalità con cui i praticanti avvocati dovranno affrontare il prossimo esame d’accesso alla professione.
Roma, 17 febbraio 2026







