Crollo al Tribunale di Bolzano: sulla sicurezza delle strutture giudiziarie, non più rinviabile un piano nazionale di intervento.

L’Associazione Italiana Giovani Avvocati esprime profonda vicinanza alla città di Bolzano, agli avvocati, ai magistrati, al personale amministrativo e a tutti coloro che quotidianamente operano presso il Palazzo di Giustizia, colpito dal grave crollo verificatosi nelle scorse ore. AIGA è anche vicina all’Ordine degli Avvocati di Bolzano che ha perso parte dei locali di segreteria e la sala adunanze.

La notizia che le conseguenze per le persone siano state limitate non può far diminuire la gravità dell’accaduto. Si è trattato di un episodio che impone una seria riflessione sullo stato di sicurezza del patrimonio edilizio destinato all’amministrazione della giustizia.

I luoghi della giurisdizione devono rappresentare spazi sicuri. La tutela dell’incolumità di chi vi opera e di chi vi accede costituisce un presupposto imprescindibile per il corretto funzionamento del servizio giustizia.

Per tale ragione auspichiamo che vengano disposti con la massima urgenza tutti gli interventi necessari per la messa in sicurezza del Palazzo di Giustizia di Bolzano, affinché siano rapidamente accertate le cause del crollo e garantite, nel più breve tempo possibile, condizioni di piena sicurezza per la ripresa delle attività giudiziarie.

Al tempo stesso, riteniamo che quanto accaduto non possa essere considerato un episodio isolato. È necessario avviare un confronto istituzionale permanente tra Ministero della Giustizia, enti competenti, avvocatura e magistratura, finalizzato alla predisposizione di un piano straordinario di monitoraggio dell’edilizia giudiziaria.

Chiediamo l’istituzione di un tavolo nazionale dedicato che proceda a una ricognizione completa dello stato di tutti i palazzi di giustizia italiani, individui le situazioni maggiormente esposte a rischio e definisca un cronoprogramma di interventi strutturali, con adeguate risorse economiche e tempi certi.

AIGA continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda, offrendo il proprio contributo affinché da questo grave episodio possa nascere un concreto percorso di rinnovamento dell’edilizia giudiziaria italiana.

Roma, 16 luglio 2026

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