CS92 2017-05-18 AIGA su ddl riforma processo penale

COMUNICATO STAMPA 18 maggio 2017
Associazione Italiana Giovani Avvocati
AIGA: Bene lo stop alla fiducia sul DDL penale. Ma resti alta l’attenzione sul merito
della riforma.
L’AIGA esprime profonda soddisfazione per le dichiarazioni del leader del partito di
maggioranza relativa in Parlamento, il quale ha espresso contrarietà al voto di fiducia alla
Camera sul DDL di riforma del processo penale.
Blindare il testo anche nel secondo ramo del Parlamento avrebbe infatti significato strozzare
definitivamente il dibattito su temi di rilevanza costituzionale e che si riflettono sui diritti
fondamentali della persona umana, per i quali invece è evidentemente indispensabile estendere il
confronto nella misura più larga possibile.
L’indicazione del Segretario del Partito Democratico sull’iter di approvazione della riforma non
deve peraltro distogliere l’attenzione dai contenuti del disegno di legge.
Il 28 aprile scorso, a Brindisi, l’AIGA è riuscita a riunire allo stesso tavolo gli stati generali del
diritto penale rappresentati dai più autorevoli esponenti del mondo giudiziario, accademico e
forense, che in maniera condivisa hanno affermato un sonoro “no” al ddl; infatti, al netto
dell’unanime apprezzamento sulla delega in materia di ordinamento penitenziario, il testo varato
al Senato ha di fatto registrato la disapprovazione di tutti coloro che sono intervenuti.
A mero titolo di esempio, le novità in materia di avocazione delle indagini preliminari,
prescrizione, impugnazioni, giudizio abbreviato, processo a distanza e nuovi strumenti di
indagine (cc.dd. captatori informatici) necessitano di una profonda riflessione poiché non solo
appaiono inidonee a restituire alla giustizia penale l’auspicata rapidità ed efficienza, ma molto
spesso risultano in contrasto con i principi del giusto processo e le libertà fondamentali sancite
dalla carta costituzionale e dalle convenzioni internazionali.
In tal senso, l’auspicio manifestato dalla giovane avvocatura italiana è che lo stop alla fiducia
costituisca solo il primo passo verso la riapertura di un confronto sul merito del DDL che, in
considerazione della rilevanza degli argomenti oggetto della riforma, non può essere certamente
sacrificato (o mortificato) sull’altare della mera ontrapposizione politica o di logiche estranee
all’esclusivo perseguimento dell’interesse comune.

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