ESAME D’AVVOCATO: LA MINISTRA CARTABIA INTRODUCE PER LA PRIMA VOLTA MISURE COMPENSATIVE A FAVORE DEI CANDIDATI CON DIAGNOSI DI DSA

La Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, con il decreto con cui è stata indetta la sessione
2021 dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato – pubblicato in
Gazzetta Ufficiale il 16 novembre scorso – ha introdotto, per la prima volta, la previsione
di importanti misure a favore dei candidati con diagnosi di disturbi specifici
dell’apprendimento (DSA).
Secondo quanto disciplinato dal decreto ministeriale, i candidati con DSA che vorranno
avvalersi delle misure previste, dovranno produrre, in allegato alla domanda di ammissione
all’esame, la relativa diagnosi, rilasciata ai sensi della legge 170/2010 e dell’accordo StatoRegioni del 25 luglio 2012.
Le misure previste sono le seguenti.
In sede di prima prova orale, il candidato con DSA potrà chiedere:
1 l’applicazione del 30% di tempo aggiuntivo per l’esame preliminare del
quesito;
2 l’assegnazione, ai fini dell’assistenza nella lettura e nella scrittura, di un
incaricato della commissione, al quale, in particolare, è demandata, nel corso dell’esame
preliminare del quesito, la lettura dei codici e la trascrizione, sui fogli messi a disposizione,
del quesito dettato dalla commissione, nonché degli appunti e dello schema elaborati dal
candidato, in preparazione della successiva discussione orale;
3 la possibilità di poter consultare una copia di stampa del quesito dettato dalla
commissione;
4 la possibilità di ricorrere all’uso di un computer dotato di un programma di
videoscrittura e non connesso ad internet, messo a disposizione dalla competente Corte
d’appello, per la redazione degli appunti e dello schema relativi all’esame preliminare del
quesito, in preparazione della successiva discussione orale.
In sede di seconda prova orale, il candidato con DSA potrà chiedere di sostenere l’esame
nell’ultimo giorno previsto dal calendario per l’effettuazione delle prove orali da parte di
tutti i candidati.
Queste disposizioni sono state introdotte a distanza di sei mesi dalla sottoscrizione del
Protocollo d’Intesa sui DSA tra la Corte d’Appello e l’Ordine degli Avvocati di Milano, i
quali attraverso tale accordo hanno introdotto volontariamente, per la prima volta in Italia, misure compensative e dispensative a favore dei candidati con DSA impegnati a sostenere
le prove d’esame di abilitazione presso il Foro di Milano.
“Ringraziamo il Governo e la Ministra Cartabia per questo provvedimento che rappresenta un importante
passo avanti nella rimozione di ogni ostacolo all’accesso alla professione di avvocato per i praticanti con
DSA, contribuendo in maniera decisiva a garantire il pieno ed effettivo rispetto del principio di
uguaglianza”, afferma il Presidente Nazionale AIGA Avv. Francesco Paolo Perchinunno.
“Sarà nostro compito – conclude l’Avv. Roberta Giliberti, Coordinatrice del Dipartimento
AIGA Pari Opportunità – chiedere a tutti gli Ordini Forensi Nazionali di dare massima diffusione a
tale previsione e a vigilare sulla corretta applicazione delle misure previste dal decreto ministeriale”.

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