La riforma del processo civile (2) 01 settembre 2016

COMUNICATO STAMPA

1 settembre 2016

L’Aiga auspica un intervento legislativo chiaro, programmatico ed equilibrato sul processo civile

Si valorizzi il pensiero dell’Avvocatura nella scrittura delle norme.

L’Associazione Italiana Giovani Avvocati, non può che accogliere con favore la decisione del Governo di stralciare dal Decreto legge n. 168, entrato in vigore il 31.08.2016, la parte relativa al processo civile, dopo aver censurato l’ultimo schema di D.L. che interveniva sul punto ancora una volta in modo frammentario e atecnico, con squilibrate compressioni del diritto di difesa.

Il settore della Giustizia civile, che da tempo rincorre, senza mai riuscire neppure a sfiorarlo, l’obiettivo di assicurare una ragionevole durata del processo, necessita di un intervento riformatore organico che contemperi l’esigenza di deflazione del contenzioso ed il principio di effettività del diritto di difesa.

Sono e saranno, dunque, decisive le scelte politiche che faranno seguito nei prossimi mesi, le quali, per essere valide ed efficaci, necessitano di una visione d’insieme della materia “giustizia” oltre ad un dialogo esteso a tutti gli operatori del settore, in primis gli avvocati.

L’AIGA ribadisce la propria contrarietà all’abuso della decretazione d’urgenza, alla quale si fa costantemente ricorso per colmare inadempienze e disattenzioni da parte del Governo, piuttosto che per fronteggiare effettive evenienze imprevedibili.

Non si giustifica, infatti, che tale tecnica legislativa venga utilizzata (anche) per colmare vuoti di potere e non mancanze di organico, come ad esempio la scelta non condivisibile di prorogare al 31 dicembre 2017 il termine di pensionamento per gli uffici di vertice della Cassazione, del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti e dell’Avvocatura dello Stato.

L’AIGA ribadisce, inoltre, la propria preoccupazione per una politica legislativa che agisce sotto l’ossessione del raggiungimento dell’effetto deflattivo, anche a costo di compromettere in modo definitivo e irrimediabile il diritto di difesa.

L’auspicio è che la scelta operata dal Governo di non intervenire di urgenza sul rito del processo civile rappresenti finalmente l’occasione per aprire un confronto serio, programmatico e definito anche con la giovane avvocatura, a beneficio di una riforma duratura ed equa.

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