Lettera aperta a Davigo 14 maggio 2016

Illustre Dott. Davigo,
sono l’Avvocato Michele Vaira, Presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, la più rappresentativa associazione forense italiana.
Alcuni iscritti della Sezione di Lecce mi segnalano che è apparsa su alcuni articoli di stampa la notizia che il sedicente Presidente dell’ANM, in un pubblico convegno di qualche giorno fa, dopo aver regalato al pubblico varie amenità sul numero e il ruolo (negativo) degli avvocati, ha affermato: «è inutile riconvocare a dibattimento testimoni già sentiti dai Carabinieri nel corso delle indagini».
Se, quanto alle battute e alle considerazioni sugli avvocati, è plausibile supporre siano state da Ella affermate realmente (conosciamo il suo ventennale repertorio di battute, sulle quali siamo anche pronti a fare autoironia), davvero non pensiamo che Ella abbia potuto spingersi, nella duplice veste di Giudice di Legittimità e Presidente del Sindacato dei Magistrati, ad esprimere un pensiero che confligge in modo così aperto con la Carta Costituzionale (art. 111) e con qualche dozzina di Convenzioni Internazionali.
Mi sono, quindi, permesso di renderle nota la vicenda, al fine di procedere nei modi che riterrà opportuni nei confronti del soggetto che, utilizzando il suo nome, sta così gravemente offendendo la sua reputazione.
Riteniamo opportuno estendere questa comunicazione al Primo Presidente della Corte di Cassazione e al Ministero della Giustizia, affinché possano affiancarsi nella ricerca del responsabile.
Le giungano i miei più cordiali saluti.
Roma, 14 maggio 2016
Il Presidente
Michele Vaira

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