Sospensione udienze penali collegiali Roma: la politica valuti misure urgenti per incrementare gli organici della magistratura.

La notizia della sospensione dell’assegnazione dei processi collegiali per 6 mesi nel Tribunale Penale di Roma evidenzia ancora una volta il grave problema della inadeguatezza degli organici della magistratura, in particolare di quella togata.
La politica deve intervenire rivedendo modalità e tempi di accesso alla magistratura, riducendo il personale fuori ruolo presente nei vari ministeri, regolarizzando definitivamente le competenze ed il trattamento lavorativo dei magistrati onorari e, non da ultimo, intervenendo sulla obbligatorietà dell’azione penale e sulle misure deflattive.
” Già dalla settimana prossima riprenderanno gli incontri con i responsabili della giustizia dei vari partiti per presentare loro tutte le criticità sulle quali occorre intervenire quanto prima. Il Paese ha bisogno di misure importanti per rispondere alla richiesta di giustizia dei cittadini e degli operatori e certamente la soluzione non può venire dalla sospensione dei diritti degli imputati e delle persone offese così come sta accadendo a Roma. Da tempo la nostra Associazione ha evidenziato la necessità di intervenire sulla carenza degli organici nella magistratura italiana” Così in una nota il presidente nazionale dei giovani Avvocati italiani Francesco Paolo Perchinunno.
Sulla stessa lunghezza d’onda il responsabile del Dipartimento Nazionale Aiga Ordinamento Giudiziario e Magistratura Onoraria, Avv. Gianluca Nardulli: “Sospendere i processi non può diventare lo strumento per risolvere un problema diffuso su tutto il territorio nazionale. I dati sulla carenza degli organici della magistratura sono ormai noti da tempo. È arrivato il momento di intervenire con provvedimenti che tengano conto della richiesta di giustizia dei cittadini” “Assistiamo come oramai di prassi – ribatte Marco Gabriele, Presidente AIGA Roma-
a misure a singhiozzo anziché a riforme organiche in tema di giustizia. È ora di riproporre figure manageriali anziché continuare ad affidare la gestione organizzativa dei Tribunali ai Magistrati, i quali, in assenza di interventi strutturali volti a garantire maggiori risorse umane ed economiche, rischiano di adottare provvedimenti a tutela esclusiva degli interessi di categoria piuttosto che di una efficiente ed efficace gestione del sistema giustizia”.

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