L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E GLI AVVOCATI

Ok L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E GLI AVVOCATI

1. Il Futuro della professione Forense: Tra Intelligenza Artificiale e Sinergia Umana

Il concetto di Intelligenza Artificiale (IA) è ormai entrato nel linguaggio comune, tanto che di essa se ne parla indipendentemente dall’ambito di applicazione, che sia lavorativo, sociale, economico e persino ricreativo.

Di questo, di certo, non c’è da meravigliarsi, sulla scorta della considerazione che la storia dell’IA può dirsi aver avuto inizio con René Descartes nel XVII secolo, allorquando egli ebbe l’intuizione che il cervello umano potesse essere similare ad una macchina, e che la matematica e la meccanica potessero essere gli strumenti attraverso i quali spiegare i processi mentali, anche se la coniazione del termine “Intelligenza artificiale” (IA) risale al 1956, quando John McCarthy, Marvin Minsky, Claude Shannon e Nathan Rochester organizzarono la conferenza “Dartmouth Summer Research Project on Artificial Intelligence (DSRPAI)”.

Tale brevissima, e non esaustiva, premessa si rende indispensabile al fine di poter comprendere come l’attuale evoluzione tecnologica cui stiamo assistendo, seppur apparentemente veloce e, certamente inarrestabile, è un dato con cui, probabilmente, soprattutto la classe forense avrebbe dovuto iniziare a confrontarsi già da molto tempo, e che, per quanto oggi trovi tra gli avvocati una certa resistenza, non poteva non diventare centrale nel dibattito giuridico.

La c.d. era digitale, difatti, comporta, inevitabilmente la necessità che gli avvocati trovino in essa una collocazione, che a differenza di quanto possa apparentemente sembrare, diventa figura fondamentale e irrinunciabile al fine di dare ragione ancora al concetto di Stato di diritto e di Giustizia, che non sono assolutamente estranei ad essa, ma che, invece, ne dovrebbero definire i confini e regolarne i rapporti.

Sono tanti gli interrogativi sul futuro della professione legale ai tempi dell’IA, in virtù della dirompenza con cui essa sta integrando il lavoro umano, semplificandolo, sostenendolo e a volte anche relegandolo ad un mero controllo di corrispondenza ad una determinata situazione.

E’ però cruciale considerare come questa evoluzione non debba, e non possa, sostituirsi al pensiero critico dell’essere umano, alle sue competenze, alle sue emozioni, alle sue intuizioni, ma al contrario si innesti nella sinergia umana andando a svolgere un ruolo complementare e di integrazione del lavoro degli avvocati.

In allegato pdf dell’inserto alla pubblicazione  a cura di Italia Oggi e Milano Finanza.  Il contributo per l’Associazione Italiana Giovani Avvocati è tanto redatto dalla Vice Presidente Nazionale Mariangela Di Biase insieme con il Dipartimento Nazionale di Intelligenza Artificiale di AIGA Nazionale

Scarica allegato
My Agile Privacy
✕
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy