OGGETTO: RECEPIMENTO DENUNCIA PRASSI ILLEGITTIMA IN MATERIA DI LIQUIDAZIONE DELLE SPESE DI GIUSTIZIA DI DIFENSORE AMMESSO AL GRATUITO PATROCINIO

Egr. Presidente,
Spett.le Giunta Nazionale,
il Dipartimento dignità del lavoro ha recepito la segnalazione di una socia
dell’Associazione riportante la denuncia di una irregolarità per la liquidazione spese di
giustizia registrata presso il Tribunale di Milano a cui è seguita l’instaurarsi di una
prassi amministrativa illegittima.
La vicenda ha riguardato l’avvenuta correzione “a penna” apposta dalla Cancelleria su
un decreto di liquidazione di spese e onorari a favore del difensore ammesso al
patrocinio a spese delle stato, per effetto della quale venivano così negate le spese di
viaggio.
La predetta anomalia ha poi cagionato alla collega una serie di difficoltà tecniche in
seguito all’emissione della fattura elettronica, rifiutata dall’amministrazione per ben
due volte, con motivazioni non chiare, frutto di una evidente confusione generata da
una prassi anomala e illegittima.
Tale vicenda, non può che confermare quanto AIGA ha più volte già denunciato nelle
competenti sedi, ed anche nel corso dell’incontro avuto insieme ai rappresentanti
dell’ANM: le lacune normative presenti nel T.U. sulle spese di Giustizia conducono
inesorabilmente a interpretazioni difformi del relativo contenuto, e quindi a prassi
applicative contrastanti. Il fenomeno registra gli esiti più gravi dal momento in cui
l’alea del “danno erariale” conduce all’instaurarsi di prassi illegittime, come quella di
cui trattasi, i cui effetti risultano ancora più gravi dal momento in cui l’istituto
dell’annullamento in autotutela, tipico dell’azione amministrativa, è estraneo
all’assetto del DPR 115/2002.
Come la collega ha correttamente rilevato, secondo l’art. 168 T.U. spese di giustizia il
provvedimento di liquidazione ha la forma del decreto, e, pertanto, riveste natura
decisoria e giurisdizionale (Cass. Penale, Sez. IV, Sentenza n. 44564 del 28/11/08)
statuendo su diritti soggettivi (di natura patrimoniale), come è confermato anche dalla disciplina processuale e civilistica dell’opposizione a decreto di pagamento.
Proprio per la sua natura giurisdizionale, il decreto non è suscettibile di revoca (o di
modifica) d’ufficio, posto che l’autorità giudiziaria che lo emette, salvo i casi
espressamente previsti, ha consumato il proprio potere decisionale (Cassaz. Civ.,
Sez. VI – 2, Ordinanza n. 25127 del 07/11/13). Del resto un potere di revoca o modifica
appare del tutto incompatibile con la previsione di un termine perentorio concesso alle
parti per opporsi al decreto
AIGA più volte non ha mancato di rappresentare che l’applicazione del DPR 115/02
registra ormai da tempo, gravi criticità e disfunzioni che attengono, in modo
particolare, per quello che attiene a:
a) agli onorari sempre più esigui riconosciuti ai difensori;
b) ad un inaccettabile ritardo nelle liquidazioni e nei pagamenti dei compensi
professionali, che in media avviene non prima di due/tre anni dal deposito dell’istanza
di liquidazione;
c) a incertezze interpretative che conducono a prassi applicative difformi che di
norma aggravano gli oneri a carico della parte istante o del difensore.
***
Per tali motivi il Dipartimento Dignità del lavoro auspica che:
1. Sia portato avanti con urgenza il progetto di riforma del testo unico delle Spese
di Giustizia come approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale in Versilia il 9
luglio 2022, attraverso l’interlocuzione con gli organi competenti
2. In pari tempo, si incentivi la conclusione del protocollo d’intesa con ANM,
nella attuale formulazione aggiornata (allegata alla presente), che tiene conto
anche delle criticità rappresentate con l’ultima segnalazione pervenuta a
codesto Dipartimento
3. Ad ogni modo, il Dipartimento reitera la proposta già avanzata in data
24.01.2022 finalizzata alla creazione di una rete di monitoraggio AIGA,
finalizzata a raccogliere le segnalazioni ed informazioni rispetto
all’applicazione delle disposizioni di cui al DPR 115/02, nonché le eventuali
criticità riscontrate nell’utilizzo della piattaforma SIAMM.
Il progetto, si ricorda, prevede una indagine su tutto il territorio nazionale,
orientata alla realizzazione di report a cadenza quadrimestrale sulla situazione
esistente nei vari Uffici Giudiziari circa l’effettiva attuazione delle disposizioni
vigenti in materia di gratuito patrocinio.

Questa attività di raccolta dati costituirà la base per sollecitare il rispetto delle
disposizioni in materia di spese di giustizia, nonché per intraprendere le
opportune iniziative legislative.
Come sempre tutti i membri del Dipartimento restano a disposizione per ogni necessità
Avv. Valentina Brecevich, Avv. Pasquale Schiariti, Avv. Alessandro Martinuzzi,
Avv. Silvia Ebbi, Avv. GianMarco Pace

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