L’ultimo Rapporto sull’Avvocatura predisposto da Cassa Forense in collaborazione con il Censis ha evidenziato, oltre a cauti segnali di ripresa rappresentati da una crescita dei redditi degli Avvocati, una serie di criticità alcune delle quali aventi ormai carattere endemico.
Tra queste ultime, quelle che destano maggiore preoccupazione anche in termini di sostenibilità del nostro sistema previdenziale sono, da un lato, il progressivo “invecchiamento” della professione forense e, dall’altro lato, l’esiguità dei redditi della giovane avvocatura – segnatamente delle giovani Colleghe – che ha determinato, componendosi ad altri fattori, un allarmante abbandono della professione. In base al Rapporto 2023, infatti, a fronte di 8.257 nuove iscrizioni si sono registrate 8.698 cancellazioni, determinando un saldo negativo di 441 avvocati.
Un terzo dell’avvocatura, nell’ultimo anno, ha pensato di lasciare la professione, e se ciò si concretizzasse la sostenibilità tra entrate dell’Ente previdenziale e uscite sarebbe definitivamente compromessa.
Questo inarrestabile processo si è tradotto in un preoccupante innalzamento dell’età media degli iscritti attivi negli ultimi 10 anni, passata da 42,3 a 47,7 anni.
Altro importante aspetto da tenere in considerazione è quello della disomogeneità delle diverse componenti dell’Avvocatura e la conseguente polarizzazione reddituale, se si considera che nell’anno 2021 soltanto 16.800 avvocati su 240.019 hanno dichiarato un reddito superiore a 100.000,00 euro, mentre oltre 100.000 avvocati si collocano al di sotto dei 20.000 euro.
Tali dati, letti nel loro complesso, hanno determinato l’esigenza di mettere in sicurezza il nostro sistema previdenziale che, com’è noto, soggiace a rigidi vincoli in termini di sostenibilità dell’Ente nel lungo periodo. Per queste ragioni, il Comitato dei Delegati ha deliberato in data 28.10.2022 una prima riforma che, nondimeno, non ha superato il vaglio di Ministeri Vigilanti imponendo una nuova formulazione dei suoi contenuti, oggi in fase di discussione.
In questo nuovo contesto riformatore, l’AIGA, nell’ottica propositiva e di leale collaborazione che da sempre la caratterizza, intende formulare a Cassa Forense le proprie proposte che sono tese a rafforzare un patto generazionale tra i giovani Colleghi, ovvero la fascia più debole dell’Avvocatura, e quei Colleghi che, invece, continuano ad esercitare la professione forense pur essendo percettori di una pensione di vecchiaia – magari anticipata – calcolata secondo il più favorevole sistema retributivo pro rata temporis.
AIGA è consapevole delle difficoltà di riuscire a trovare soluzioni che contemperino le apparentemente inconciliabili esigenze di garanzia della tenuta dei conti e la sostenibilità del sistema, nonché, al contempo, prevedere misure di alleggerimento del carico contributivo per quella parte di Avvocatura che oggi appare in sofferenza.
Cionondimeno, la nostra Associazione non intende sottrarsi alla sfida, offrendo il suo contributo al reperimento di soluzioni che, ispirate all’indefettibile principio solidaristico che da sempre ha guidato l’attività di Cassa Forense, abbiano quale fine quello di riequilibrare il gettito contributivo evitando sperequazioni tra le diverse componenti dell’Avvocatura.
Le proposte dell’AIGA mirano a siglare con Cassa Forense un “patto generazionale”, volto a contenere gli squilibri che sono venuti a crearsi per il progressivo decremento del numero dei nuovi avvocati, fenomeno andato di pari passo all’aumento dei colleghi pensionati, i più dei quali attivi.
Per il generale contesto in cui versa l’Avvocatura, infatti, è doveroso che chi tanto ha avuto nel corso di anni di gran lunga più felici sul piano economico, possa, in minima parte, restituire alla giovane avvocatura.
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Un patto generazionale per l’Avvocatura
Al fine di agevolare i Colleghi neoiscritti e coloro che percepiscono redditi bassi, in aggiunta alle misure di alleggerimento contributivo già previste,
AIGA propone:
- Esonero, su base volontaria, dal versamento dei contributi soggettivi minimi per i primi 3 anni di iscrizione, fermo restando il contributo percentuale sul reddito e sul volume d’affari prodotti e il contributo di maternità.
- Adeguamento della soglia reddituale per l’accesso alle agevolazioni previdenziali, oggi fissata in € 10.300,00, all’attuale valore del denaro, calcolato su base ISTAT.
- Mantenimento dell’agevolazione del doppio dimidiamento del contributo minimo soggettivo in presenza di redditi professionali inferiori alla soglia di cui al punto “2” per l’arco temporale compreso tra il quarto e l’ottavo anno di iscrizione alla Cassa (ovvero per tutti i primi otto anni, nel caso in cui non venga scelto l’esonero integrale per il primo triennio), prevedendo una contribuzione figurativa funzionale al riconoscimento di un’intera annualità contributiva.
- Diminuzione del contributo minimo soggettivo per tutti gli iscritti in misura non inferiore a 500,00 annui – o in quella diversa ritenuta sostenibile – fissandolo, per l’anno 2024, in una somma non superiore ad € 2.650,00.
- Esonero dal pagamento del contributo minimo integrativo per il periodo di praticantato nonché per i primi cinque anni di iscrizione alla Cassa e comunque per tutti gli iscritti con redditi professionali inferiori alla soglia di cui al punto “2”, ferma la debenza del contributo integrativo nella misura del 4% dell’effettivo volume di affari IVA dichiarato.
- Il dimezzamento del contributo minimo integrativo per i successivi ulteriori quattro anni qualora l’iscrizione decorra da data anteriore al compimento del 35° anno di età, ferma la debenza del contributo integrativo nella misura del 4% dell’effettivo volume di affari IVA dichiarato.
- Applicazione del sistema di calcolo contributivo delle prestazioni previdenziali a tutti gli Avvocati, senza distinzione di età e/o iscrizione
- Contributo soggettivo agli avvocati pensionati calcolato con la stessa aliquota dei non pensionati (o comunque un’aliquota maggiore di quella attuale del 7,5%), con adeguamento dell’assegno pensionistico parametrato alla maggiore contribuzione versata.
- Innalzamento ad € 180.000,00 della “soglia” per il contributo di solidarietà, ma con l’applicazione di un’aliquota del 4% a tutti i redditi professionali eccedenti tale soglia.
- Agevolazione dell’esercizio del diritto di riscatto degli anni nelle ipotesi previste dall’articolo 32 del Regolamento di Previdenza, soprattutto per i più giovani.
- Adeguamento della soglia reddituale per l’integrazione al minimo della pensione.
A ciò si aggiunga inoltre la volontà dell’AIGA di stimolare il Governo e le Istituzioni Politiche e forensi affinché vengano rivisti i criteri per la sostenibilità della Cassa Forense, in particolare prevedendo l’aumento di almeno un punto percentuale del tasso medio di rendimento utilizzabile nel bilancio tecnico per la sostenibilità del sistema previdenziale, tenuto conto del rilevante patrimonio di Cassa Forense e della sua costante reddittività nel corso degli anni, così da limitare il maggior possibile l’impatto degli interventi sul sistema previdenziale.
Per contro AIGA auspica che Cassa Forense rafforzi gli strumenti posti in essere per la “lotta all’evasione contributiva”, soprattutto per i crediti di maggior rilevanza, prevedendo agevolazioni (“patto contributivo”) per quelli di importi minori, spesso dovute per le difficoltà economiche ovvero per mera dimenticanza.
Le anzidette proposte, che interessano i principali elementi generatori di sperequazione previdenziale tra gli avvocati più giovani e quelli prossimi alla pensione o già pensionati, mirano, da un lato, a conciliare la sostenibilità del sistema pensionistico di Cassa Forense con la normativa vigente e le direttive ricevute dai Ministeri vigilanti, dall’altro, ad assicurare maggiore appetibilità per i neo laureati ad abbracciare la professione forense, e, per i neo iscritti, a non ricercare percorsi lavorativi alternativi.
Se l’Avvocatura tornerà ad essere percepita come un’opportunità concreta, con un Ente di previdenza realmente “amico” delle giovani generazioni di professionisti, la sostenibilità a lungo termine non sarà più un tema di dibattito politico.
Ci sentiamo in dovere di rappresentare che il miglioramento delle condizioni previdenziali dei giovani Avvocati si traduce nel più sicuro investimento a lungo termine anche per Cassa Forense.
Le nostre proposte guardano in quella direzione.
La Giunta Nazionale AIGA
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